
".....non sarà male che Citran, attore che deve al cinema la sua affermazione, raccolga in volume tutti i racconti che formano il suo spettacolo che è frutto di una rievocazione degli anni in cui a Padova era un assiduo dell'oratorio, anzi del patronato di San Francesco........ .......avvalendosi naturalmente di un linguaggio molto semplice, che ogni tanto ricorre alla espressione dialettale, ma evitando il più possibile l'insistenza caricaturale......un espediente che dona al racconto una freschezza sorprendente......è doveroso aggiungere che Roberto Citran oltre che autore assai fine è stato interprete misurato e sottilmente garbato della rivisitazione fatta con l'occhio dell'infanzia per cui gli applausi sono stati cordiali e le chiamate festose e numerose........ ( G.A. Cibotto - IL Gazzettino 6.2.97)


"......Citran ha letto e raccontato, interpretato e ricordato , accompagnato dal vivo come sottofondo dagli Arundo Donax, quartetto di sassofoni capace di rivisitare con eleganza la colonna sonora di una infanzia....Citran evita le facili commozioni e cerca la strada più difficile, quella di un tono medio, di una partecipazione affettiva autentica, ma senza compiacimento..... .....non cerca l'effetto comico vistoso , anche se lo spettacolo fa ridere, ma cerca la nostalgia, anche se gioca a rimpiattino con la memoria........La regia di Alessandro Bressanello asseconda questa scelta con sobrietà, un senso della misura che inizialmente lascia freddo il pubblico.... ma alla lunga l'atmosfera riesce ad imporsi, l'eleganza dell'allestimento funziona........."
( Nicolò Menniti Ippolito La Nuova Venezia 9.2.97)