"Ciao Nudo"

(memorie di un ex chierichetto)

di e con

Roberto Citran
realizzato con l'amichevole collaborazione di

Carlo Mazzacurati

con la partecipazione dei bambini

Margherita Citran e Giulio Vedrani

e la partecipazione straordinaria di

Emelina Brescia Citran

allestimento scenico

Giorgio Pansini e Stefano Bernabei

musiche dal vivo

ARUNDO DONAX

con

Pietro Tonolo sax alto-Mario Raja sax tenore-

Pasquale Laino soprano-Rossano Emili sax baritono

regia di

Alessandro Bressanello

Lo spettacolo è tratto da una serie di divertenti racconti di Roberto Citran nei quali l'autore/attore rivive la sua fanciullezza a Padova, sua città natale. Le brevi storie si sviluppano in un percorso in cui le associazioni della memorie procedono in base ai luoghi del ricordo ed alle persone che popolavano quei luoghi : il patronato, i frati di S.Francesco, la Casa Alpina ecc.; simboli di un Veneto "bigotto" ma "sano", dove la vita sociale ruotava attorno all'unica forma di aggregazione possibile: la Parrocchia. Il linguaggio è semplice, non manipolato e l'uso del dialetto è importante, non invadente, ma fortemente rappresentativo di quella realtà comunicativa. Il punto di vista è quello di un bambino ("Nudo" il protagonista della storia) , il mondo è visto da sotto un tavolo, non un mondo alla rovescia, ma un mondo dove si tenta di dare voce al bambino. Una testimonianza lieve, la sua, innocente e senza pregiudizi, attraverso la quale emergono i lati e gli aspetti più umani delle persone e delle loro azioni. Un "Amarcord" veneto, dove l'effetto comico è dato dallo sguardo malizioso dell'adulto.


".....non sarà male che Citran, attore che deve al cinema la sua affermazione, raccolga in volume tutti i racconti che formano il suo spettacolo che è frutto di una rievocazione degli anni in cui a Padova era un assiduo dell'oratorio, anzi del patronato di San Francesco........ .......avvalendosi naturalmente di un linguaggio molto semplice, che ogni tanto ricorre alla espressione dialettale, ma evitando il più possibile l'insistenza caricaturale......un espediente che dona al racconto una freschezza sorprendente......è doveroso aggiungere che Roberto Citran oltre che autore assai fine è stato interprete misurato e sottilmente garbato della rivisitazione fatta con l'occhio dell'infanzia per cui gli applausi sono stati cordiali e le chiamate festose e numerose........ ( G.A. Cibotto - IL Gazzettino 6.2.97)


"......Citran ha letto e raccontato, interpretato e ricordato , accompagnato dal vivo come sottofondo dagli Arundo Donax, quartetto di sassofoni capace di rivisitare con eleganza la colonna sonora di una infanzia....Citran evita le facili commozioni e cerca la strada più difficile, quella di un tono medio, di una partecipazione affettiva autentica, ma senza compiacimento..... .....non cerca l'effetto comico vistoso , anche se lo spettacolo fa ridere, ma cerca la nostalgia, anche se gioca a rimpiattino con la memoria........La regia di Alessandro Bressanello asseconda questa scelta con sobrietà, un senso della misura che inizialmente lascia freddo il pubblico.... ma alla lunga l'atmosfera riesce ad imporsi, l'eleganza dell'allestimento funziona........."

( Nicolò Menniti Ippolito La Nuova Venezia 9.2.97)